Quale Acquaticità?

L’”Acquaticità” include i bambini dai quattro mesi ai quattro anni, età nella quale avviene gradualmente il passaggio al nuoto vero e proprio. Le trasformazioni che essi attraversano in questi primi anni di vita sono rapide e radicali: cambiano capacità ed abilità e ovviamente queste grandi differenze impongono di differenziare obiettivi, metodologie ed esercizi.

Il nuoto fa bene?

I movimenti in acqua sono positivi per la salute e lo sviluppo; agiscono sull’apparato muscolare, osseo e cardiocircolatorio; migliorano l’equilibrio, la postura e la coordinazione generale, senza rischi o controindicazioni: rappresentano per i piccolissimi la “ginnastica” ideale. I benefici si estendono anche alla sfera psichica: la gioia del rapporto con l’acqua e le “sfide emotive” che il nuovo ambiente pone, li rendono più autonomi, più intraprendenti e più sicuri di sé. Naturalmente gli adattamenti: fisici e psichici, sono lenti ed i benefici si apprezzano nel lungo termine.
Educare un bambino all’acqua significa fargli vivere un’esperienza gioiosa fino ad acquisire, molto gradualmente, la padronanza dell’ambiente, le tecniche di nuoto, la percezione dei pericoli e la preparazione per evitarli.

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Attenti ai passi falsi!

Qualche volta i genitori perdono di vista il vero significato di questa attività; vedono nell’esperienza precoce in piscina un’opportunità per soddisfare il proprio orgoglio di mamma o papà e portano il piccolino perché impari “a nuotare prima”, magari per poterlo esibire. A quell’età, però, i bambini non sono pronti per apprendere le tecniche del nuoto; così questa esperienza, così utile per il bambino, può trasformarsi, per loro, in una delusione. Eppure nessuno si sognerebbe di insegnare a leggere, oppure a scrivere, ad un bambino di 3-4 anni, tutti sanno che i presupposti per questi apprendimenti ancora non ci sono; per il nuoto è la stessa cosa, con buona pace dei genitori ambiziosi. Se poi “impara a nuotare”, questo risultato, che per genitore è vissuto come un importante traguardo, per lui può trasformarsi in un problema. E’ ancora immaturo e non ha una coordinazione motoria sufficientemente sviluppata, così spesso automatizza una serie di errori che successivamente vengono corretti con grande difficoltà… e non sempre.
Per realizzare un apprendimento tecnico corretto sono necessarie attenzione, concentrazione ed un’applicazione costante: facoltà che in bambini così piccoli non sono abbastanza sviluppate. Soprattutto, poi, la motivazione che li sostiene non è quella di “imparare a nuotare”, ma di giocare.
In piscina, comunque, acquisiscono tante nuove competenze: vincono il fastidio e la paura dell’acqua, imparano ad immergersi ed a spostarsi: sott’acqua ed in superficie, a galleggiare sul petto, sul dorso ed in posizione verticale. Ma soprattutto si appassionano all’acqua, al nuoto e, più in generale, all’attività fisica.
Vengono proposti loro tanti giochi, progressivamente più complessi, che li portano ad acquisire in maniera naturale e senza sforzo tutte queste abilità. Con la maturazione, poi, si formeranno i prerequisiti essenziali all’apprendimento e queste abilità di base, acquisite giocosamente, verranno trasformate in tecniche di nuoto corrette.

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Le controindicazioni

Un cenno anche alle possibili controindicazioni; le più temute sono le malattie da raffreddamento, ma i timori sono infondati, la piscina non le favorisce, anzi, dopo un ragionevole tempo, necessario per adattarsi al nuovo ambiente ed agli sbalzi di temperatura, i bambini diventano più forti e più resistenti allo stress termico. Certo devono seguire le precauzioni essenziali, specialmente d’inverno: asciugarsi bene capelli ed orecchi, infilare in testa un cappello di lana, mettere una sciarpa sulla bocca e, soprattutto, avere un po’ di pazienza prima di uscire dalla piscina per far “raffreddare” il corpo.
Un’altra preoccupazione sono le affezioni della pelle; fermo restando che le nostre piscine sono ben pulite, sanificate e trattate con specifici prodotti, alcune precauzioni aggiuntive come l’uso costante delle ciabatte ed un’accurata asciugatura dei piedi dopo la doccia, utilizzando sempre e solo il proprio asciugamano, garantiscono la massima sicurezza.