Alcuni eventi accaduti recentemente in piscina ci spingono a scrivere alcune righe sui comportamenti alimentari: per la salute dei bambini e per il buon funzionamento dei corsi di nuoto.
Si sono verificati fenomeni di rigurgito e disturbi intestinali, collegati qualche volta ad un’alimentazione scorretta. Questi fenomeni, che sono accentuati dalla paura dell’acqua, oltre ad essere spiacevoli per i bambini, ci costringono ad interrompere l’attività.

Come nutrirsi

L’alimentazione deve fornire all’allievo l’energia necessaria per l’attività: il corso di Nuoto o l’allenamento, ed assecondare i processi digestivi. Non basta pertanto assicurare il “carburante” all’organismo, è necessario anche rispettare i tempi di digestione.

Prima del corso di nuoto: giusta energia e digeribilità

Alcuni genitori “rimpinzano” i bambini per dare loro più energia; altri, per la paura di una (improbabile) congestione, li portano in piscina digiuni. Altri ancora, e per fortuna sono la maggior parte, agiscono invece con il naturale buon senso.
Il consumo di un corso di nuoto (40’) raramente supera le 150/200 calorie: l’equivalente di una barretta di cioccolata, di una tazza di tè con dei biscotti, di uno snack. Un allenamento intenso che superi l’ora, invece, può portare il consumo intorno alle 1000 calorie, che si possono ottenere, ad esempio, con un piatto di pasta condito con pomodoro e parmigiano ed una fetta di crostata di frutta.
Prendendo dunque in considerazione i normali orari dei nostri corsi suggeriamo:

Corsi del pomeriggio. I bambini hanno ancora l’organismo ricco di zuccheri per il pasto del mezzogiorno e potrebbero anche fare a meno di mangiare prima della lezione. Se però l’orario è sul tardi, o se sono abituati a fare la merenda, possono consumare uno spuntino, purché non molto abbondante e facilmente digeribile. Vanno evitati alimenti come latte, carne e verdure, salumi e in genere tutti gli alimenti che comportano una digestione. laboriosa Una merendina, ma anche una fetta di pane e olio, per intendersi, non creano alcun problema, anche se si deve entrare in vasca dopo pochi minuti.

Corsi del mattino. Qui il problema è relativamente più complesso, perché si deve evitare di portare i bambini digiuni in piscina, ma anche di alimentarli con cibi inadeguati, soprattutto se il nuoto viene praticato prima delle canoniche 2 ore necessarie per una digestione completa. La carenza di zuccheri, infatti, può causare debolezza, minore concentrazione e, a volte, a vere e proprie mancanze. Suggeriamo di evitare il latte, poco digeribile, e sostituirlo con tè, oppure succo di arancia, insieme ad uno snack dolce, oppure a fette biscottate con miele o marmellata. Questi alimenti possono essere assunti anche immediatamente prima dell’ingresso in acqua senza alcuna conseguenza (e senza la paura, quindi, di un’improbabile congestione)

La “congestione” tra scienza e leggende

Nei regolamenti di tutte le piscine è sempre presente un articolo che invita a non fare il bagno prima di 3 ore dall’ultimo pasto. E’ una norma di buon senso, che serve ad evitare la congestione: un problema, che consiste nell’interruzione dei processi digestivi, che può verificarsi in piscina o al mare, e più in generale, a seguito di un’attività fisica intensa. E’ accompagnato da fenomeni spiacevoli e talvolta pericolosi: come vomito, dolori addominali e, qualche volta, anche perdita di conoscenza.
La causa della congestione è semplice: l’attività fisica intensa, e/o l’acqua fredda, richiamano il sangue in superficie (viene inviato ai muscoli che lavorano, o alla pelle, per vincere il freddo) sottraendolo ai visceri e questo causa l’interruzione della digestione ed i disturbi collegati.
Se però l’acqua è calda come quella della piscina, l’attività è blanda e soprattutto il pasto è stato leggero, questo fenomeno si verifica molto raramente: praticamente mai. Non a caso gli atleti del nuoto, si allenano spesso immediatamente dopo l’uscita dalla Scuola, dopo avere consumato un pasto non troppo abbondante e ben digeribile.