Il passaggio dall’Acquaticità, un’attività giocosa e senza specifici obiettivi, al Nuoto: con le sue esigenze tecniche e stilistiche, è complesso e delicato e difficilmente può essere realizzato con successo prima dei 4/5 anni, a causa dell’immaturità fisica e psichica dei bambini.
Questo, naturalmente, non significa che fino a quell’età vengono loro proposti sempre gli stessi giochi e che l’attività non possa essere finalizzata: cambieranno obiettivi, giochi ed esercizi, però attraverso un processo estremamente graduale e ben controllato.
Questa rubrica è stata intitolata “Il Nido del Nuoto”, prendendo come modello la Scuola dell’Infanzia: all’asilo non si insegna ai bambini a leggere, a scrivere o a fare di conto; però si costruiscono i presupposti che rendono poi più semplici e più spediti questi apprendimenti. Il nostro “Nido” è una sorta di Scuola Materna dell’acqua: non insegniamo a nuotare, perché i bambini non sono pronti, ma cerchiamo di sviluppare quei prerequisiti che, successivamente, renderanno più rapido e più efficace l’insegnamento della tecnica.
Nel nostro “Asilo” abbiamo strutturato i corsi in tre sezioni: il Nido (accoglie i neonati ed i più piccolini: fino circa ai 18 mesi); i gruppi intermedi, che in piscina, raggruppano i bambini dai 18 ai 36 mesi ed infine il Pre-nuoto, equivalente alla vera e propria Scuola dell’Infanzia. Lo abbiamo chiamato Pre-nuoto, proprio per indicarne la finalità; può iniziare verso i 3 anni e mezzo ed arriva fino ai 4/5 anni di età, a seconda dell’attitudine e delle esperienze già realizzate in piscina.
Quali obiettivi?
Se la finalità generale è la stessa per i tre gruppi, cioè un buon adattamento all’acqua, gli obiettivi specifici sono abbastanza diversi, anche se “sfumano” gradualmente l’uno nell’altro quasi senza che il bambino se ne renda conto.
Nel primo periodo, specialmente all’inizio, il bambino viene tenuto, manipolato, immerso dalla mamma e si adatta quasi passivamente all’ambiente acquatico. Gradisce comunque l’esperienza e lo manifesta con il sorriso e l’atteggiamento del corpo. Poi partecipa più attivamente: fino a che, verso l’anno, si immerge, si tuffa, risale, si sposta grossolanamente, comincia a giocare con l’Insegnante e con gli oggetti. Si prepara così per la fase successiva nella quale completa un ambientamento di natura implicita: con immersioni complete, spostamenti e prese di oggetti sott’acqua, avanzamento in superficie, a volte anche con il galleggiamento verticale. Tutte queste abilità vengono acquisite attraverso giochi divertenti, in maniera globale e senza particolare attenzione alla qualità dei movimenti.
Il percorso della tecnica: dal gioco libero al gioco finalizzato
Il terzo stadio, il Pre-nuoto, è sicuramente il più difficile: da un’attività libera e giocosa il bambino deve passare alla costruzione tecnica (anche se ancora grossolana) e questa richiede attenzione e concentrazione.
Qui entra in gioco la bravura dell’insegnante, che dosa con sapienza i giochi (prevalenti), e gli esercizi di tecnica (proposti con parsimonia e mascherati spesso da giochi). Solo se sarà bravo a mescolare questi ingredienti otterrà il risultato cercato.
Sussistono dunque 2 rischi: il primo che l’Insegnante continui troppo a lungo con i medesimi giochi, senza “cambiare rotta”, almeno in parte, con pregiudizio per l’apprendimento; ed il secondo, più grave e più penalizzante, che insistendo troppo sugli aspetti tecnici il bambino non si diverta più e abbandoni l’attività.
Il vero “maestro” dunque, sarà bravo a trasformare il galleggiamento nel gioco del “bambino di gomma”, la battuta di gambe nei “motoscafi”, le respirazioni a candela nel gioco dei “palombari” ecc..
Se tutte queste abilità fondamentali verranno proposte e realizzate in forma giocosa il processo di apprendimento scorrerà liscio, senza intoppi, ed il bambino si troverà a padroneggiare naturalmente, automaticamente ed efficacemente gli elementi di base del nuoto.
La capacità di trasformare i gesti del nuoto in piacevoli giochi senza modificarne l’esecuzione (non si cambiano i movimenti del nuoto, ma i significati che gli stessi assumono per i bambini) rappresenta un’abilità raffinatissima dei migliori insegnanti e garantisce il successo all’insegnamento.