Perché in acqua così presto?

Anche quest’anno oltre 300 bambini sotto i 4 anni frequentano la piscina insieme alla mamma, molti sono neonati: stanno imparando a muoversi in acqua prima che a camminare.
La tendenza ad avvicinarsi precocemente alla piscina dura oramai da troppi anni per essere solo una “moda”; cos’è allora che spinge tanti giovani genitori ad iniziare così presto questa esperienza?

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Le motivazioni sono moltissime: le più gettonate sono la ricerca dei benefici fisici  e di una  precoce autonomia in acqua per la sicurezza dei bambini; ma anche l’influenza della trasmissione televisiva che ha mostrato le prodezze subacquee di questi mini-atleti, oppure le gesta dei campioni olimpici, o il desiderio imitare l’amica, neo-mamma, che racconta con entusiasmo questa esperienza. Altre volte è il desiderio di esibire un “pesciolino in fasce” e sentirsi gratificati nel proprio orgoglio… o la semplice curiosità.  

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Qualunque sia la spinta che li porta piscina, però, è importante che i genitori si avvicinino all’Acquaticità con corrette aspettative; se sono troppo elevate, infatti, difficilmente vengono soddisfatte e l’esperienza si conclude rapidamente, e talvolta malamente; servirà  poi del tempo per riannodare il filo con l’acqua. 

E’ fondamentale capire cosa possiamo aspettarci realmente da questa avventura. L’acquaticità fa amare l’acqua al bambino, lo aiuta a conquistare una certa autonomia e crea i presupposti per il futuro insegnamento del nuoto. Soprattutto, aiuta il piccino a crescere meglio; compensa infatti la mancanza di attività fisica caratteristica dei bambini di oggi, che vivono confinati tra casa e scuola, orfani di quell’ambiente naturale (i campi, le strade, le piazze) che offriva alle generazioni passate tante possibilità di movimento. 

Alcuni esiti sono facilmente riconoscibili: immergersi, galleggiare, tuffarsi ecc. tutte azioni che possono essere verificate, fotografate e….. raccontate; e che riempiono di legittimo orgoglio i genitori. Contemporaneamente, però, questa attività assicura altri benefici “sommersi”, che non possono essere esibiti a parenti ed amici, ma non per questo sono meno importanti; i bambini diventano gradualmente più forti, più agili, più sicuri di sé, più indipendenti ed intraprendenti. Sono proprio questi effetti “nascosti”, meno apprezzati perché più difficili da individuare, a rappresentare il valore aggiunto dell’esperienza precoce in piscina.

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Un’esperienza che si rivela inoltre preziosa perché sollecita nei bambini l’abitudine e l’attitudine al movimento. Chi inizia così presto, e vive positivamente, questa avventura diventa più facilmente un bambino “sportivo”, interiorizzando inconsapevolmente, il piacere ed il valore dell’attività fisica. Lo sport diventa gradualmente una costante del suo stile di vita, un bisogno profondo che lo accompagnerà per tutta la vita.